Paragoni calciatori Juve: da Krasic a Demiral, passando per Chiesa

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I paragoni nel mondo del calcio lasciano sempre tanto a desiderare, sia per la pertinenza che per la pesantezza. Eccone alcuni in salsa Juve

Le manie comparative sembrano essere un esercizio tutto squisitamente giornalistico: paragonare statistiche, calciatori di altre epoche o particolari appartenenti ad una determinata singola situazione alcune volte può recare più danno che benefici. Nel caso specifico dei calciatori, l’etichetta messa ad inizio carriera può risultare uno stimolo ma tante volte un peso, un vincolo, un ostacolo ulteriore da superare per affermarsi a grandi livelli ed esprimere tutto il potenziale di un giovane. In Argentina, finita l’era dei nuovi Maradona è iniziata quella dei nuovi Messi: al Diez vennero paragonati uno dopo l’altro Riquelme, D’Alessandro, Saviola e un’infinita sfilza di calciatori fino ad arrivare a Messi. La Pulce ora è il metro di paragone per i calciatori argentini di quelle caratteristiche, calderone in cui è finito anche Paulo Dybala, soprattutto dopo la doppietta in Champions League contro il Barcellona.

Per quanto riguarda la Juventus tanti sono stati i giocatori paragonati, soprattutto prendendo in esame la numero 10: il nuovo Sivori, il nuovo Platini, l’erede di Baggio e la sfilza infinita di nuovi Del Piero, etichetta pesantissima nel mondo bianconero. Il rischio c’è adesso per Federico Chiesa: accostato per movenze a papà Enrico, splendido attaccante, sicuramente sarà etichettato come nuovo Nedved o novello Krasic, a seconda delle sue prestazioni.

Buffon, nuovo Zoff ma non troppobuffon

L’esplosione di Buffon nel suo esordio col Parma, contro il Milan, mise tutti in guardia sul talento cristallino del portiere di Carrara. Buffon è poi approdato alla Juventus nel 2001, dopo aver già giocato con la Nazionale maggiore. Portiere della Nazionale e della Juventus: il paragone è inevitabile. Dino Zoff, leggenda azzurra e bianconera, è stato il personaggio a Buffon, simili in campo ma un po’ meno fuori: il friulano più schivo e taciturno, allegro e guascone l’attuale numero 77 della Juventus. Un paragone rafforzato ancora di più dalla conquista della Coppa del Mondo. Zoff, interrogato su questa comparazione disse: «Somiglianze tra me e lui? No no, io ero il numero uno. Anzi, ho chiuso da numero uno, è più giusto dire così».

Rugani-Scirea: un’etichetta pesante come un macigno

rugani
Db Torino 19/01/2020 – campionato di calcio serie A / Juventus-Parma / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Daniele Rugani

Daniele Rugani è arrivato alla Juventus nel 2015. Il difensore classe 1994 aveva disputato una stagione favolosa nell’Empoli di Maurizio Sarri, da autentico leader della difesa. Un intero campionato senza mai ricevere una sola ammonizione, un atteggiamento limpido e cristallino in campo senza mai una polemica. Il paragone, una volta arrivato alla Juventus, fu davvero immediato: Rugani potrebbe essere il nuovo Scirea, tecnicamente e umanamente. Purtroppo per Rugani, il paragone è stato disatteso e il legame con la compianta leggenda bianconera è finito lì. Rugani in questa sessione di mercato ha lasciato la Juventus andando in prestito al Rennes. In Francia magari, lontano dallo sguardo più critico, potrà ritrovare il suo smalto migliore.

Demiral-Montero: la grinta che infiamma i tifosi

Merih Demiral, in poche uscite con la maglia della Juventus, ha già conquistato i tifosi. Il difensore turco classe 1998 ha subito un brutto infortunio lo scorso gennaio che lo ha messo k.o. quasi per l’intera stagione. Demiral, ad un certo punto della scorsa annata, aveva convinto Maurizio Sarri ad alternarlo a De Ligt al fianco dell’onnipresente Bonucci. La sua grinta, la sua faccia da spaccone, i tackle molto energici hanno riportato alla memoria dei tifosi la figura di Paolo Montero, difensore totem della Juventus di Lippi. Il tempo è dalla parte di Demiral, starà a lui mostrare la bontà di questo accostamento.

I nuovi Del Piero: da Palladino a Giovinco, a Pasquato e Chiumiento

Se sei stato un giovane calciatore della Juventus alla fine degli anni ’90 ed hai giocato nel ruolo di fantasista/seconda punta, il paragone con Del Piero era quasi d’obbligo. Pinturicchio ha fatto la storia del club bianconero (recordman di presenze e di gol) e si perdono i tanti calciatori etichettati come nuovi Del Piero: Raffaele Palladino, Sebastian Giovinco, Cristian Pasquato e Davide Chiumiento. Un’etichetta pesantissima considerando la classe di Del Piero che ha gravato su tanti calciatori, limitandone forse le possibilità.

Krasic, il nuovo Nedved… per una stagione

Zazzera bionda, velocità sulla fascia, una furia che viene dall’Est. La Juventus e i suoi tifosi pensavano di aver trovato l’erede di Pavel Nedved. Per la fascia destra della Juventus, nel 2010, arriva Milos Krasic, calciatore serbo allora 26enne. Si presenta subito alla grande in Serie A: 33 presenze e 7 gol, con il capolavoro all’ultimo istante con la Lazio. Sembra l’esplodere di una nuova stella ma la supernova si spegne presto. Con l’arrivo di Antonio Conte, che avrebbe potuto esaltare il serbo nel suo 4-2-4, Krasic scompare dai radar bianconeri, fino alla cessione al Fenerbahce. Resta intatto la granitica fama della Furia Ceca.

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