Pirlo-Pioli, segno del destino: Milan-Juve vista da due prospettive diverse

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Pirlo Pioli, segno del destino: Milan Juve vista da due prospettive diverse per quanto riguarda gli allenatori

Milan-Juve vista da una prospettiva diversa. O meglio, da due. Si, perché il big match di San Siro non solo vale già tantissimo per le ambizioni Scudetto e il cammino delle due squadre, ma rispolvera vecchi ricordi del passato dei due allenatori. Andrea Pirlo e Stefano Pioli: l’uno contro l’altro, divisi da un incrocio ‘romantico’ risalente alla loro carriera da calciatori. Il Maestro ha scritto alcune delle pagine più belle della storia del Milan, Pioli ha vestito la casacca bianconera da giovanissimo. Ma adesso, è tutto un altro capitolo…

Pirlo-Milan: i momenti chiave dell’allenatore della Juve in rossonero

«Il Milan è la squadra in cui ho giocato 10 anni e vinto tanti trofei. Ho bellissimi ricordi, per me sarà una partita speciale». Così ha dichiarato Andrea Pirlo ieri in conferenza stampa, riportando alla luce i suoi ricordi legati alla lunga esperienza nel Milan. Dal 2001 al 2011: un capitolo impressionante, arricchito da un palmares da lasciare a bocca aperta. 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana, 2 Champions League, 2 Supercoppe UEFA, 1 Mondiale per Club. Questo il bilancio complessivo della sua avventura in rossonero, con oltre 400 presenze collezionate all’ombra della Madonnina.

Le due Champions vinte, forse, rappresentano i due punti più alti toccati a Milano. La prima, proprio contro la Juventus, nel 2002/03, quando a Manchester il Diavolo si impose ai calci di rigore contro la squadra di Marcello Lippi. Il vero marchio sulla finale Pirlo lo mise nel 2006/07, rendendosi protagonista di una prestazione eccezionale contro il Liverpool (dalla sua punizione nacque il primo gol di Inzaghi). Gioie sì, ma anche cocenti delusioni. Come la finale di Champions persa nel 2004/05 a Istanbul col Liverpool, o come l’addio sofferto al Milan nel 2010/11 dopo lo Scudetto vinto con Allegri. «Complicato lasciare i rossoneri, ma a un certo punto cerchi stimoli. E la Juve me li aveva dati. C’era voglia di tornare a vincere» dichiarò Pirlo, con alcune panchine di troppo che spinsero il Maestro a lasciare i rossoneri.

Pioli-Juve: i momenti chiave dell’allenatore del Milan in bianconero

Tre anni, invece, il tempo scandito da Stefano Pioli con la maglia della Juventus. Nel 1984, un giovane di appena 19 anni lasciò il Parma per trasferirsi a Torino, nella squadra campione d’Italia. La prima fotografia risale al 22 agosto di quell’anno, quando Pioli bagnò l’esordio in bianconero nel match di Coppa Italia contro il Palermo (6-0 finale). Un mese dopo, arrivò anche il debutto in Europa, con la Juventus che si impose per 4-0 sul campo dell’Ilves.

La bacheca di Pioli alla Juventus fu ricca, nonostante quella fosse una delle prime esperienza della sua carriera da calciatore professionista. A Torino, infatti, vinse la Coppa dei Campioni del 1984/1985, ma anche lo Scudetto del 1985/1986 e la Coppa Intercontinentale del 1985, dove prese il posto di Gaetano Scirea contro l’Argentinos Juniors, sostituendo nel migliore dei modi il capitano bianconero. 58 partite totali (35 in Serie A, 13 in Coppa Italia, 9 in Champions League) per Pioli alla Juve, condite da un gol. Nel 1987 fu poi ceduto al Verona.

«La Juve mi ha dato tanto: ero un 18enne capelluto, arrivavo dalla provincia e uomini come Scirea, Tardelli, Paolo Rossi sono stati insegnamenti importanti per me come persona e come calciatore» ha dichiarato ieri in conferenza stampa l’allenatore del Milan. Un ricordo di quello che ha rappresentato per lui la Juventus, la squadra che lo accolto da giovane per indirizzarlo nel calcio professionistico. Milan-Juve rappresenta certamente un salto al passato per i due allenatori, che a San Siro prima del fischio d’inizio vedranno passare davanti ai loro occhi alcuni frame della loro carriera. Poi parlerà il campo.

LEGGI ANCHE: Milan-Juve LIVE: segui la diretta su Juventus News 24

Condividi