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LAVAGNA TATTICA – Su chi puntare tra Pjanic e Locatelli?

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Si parla sia di Pjanic che di Locatelli in ottica Juve. Quale giocatore sarebbe il regista ideale per Allegri?

Se già ci si interrogava su come rinforzare il centrocampo della Juve, l’arrivo di Allegri pone ulteriori interrogativi. Considerando che il tecnico toscano ha prediletto sempre una mediana a 3, oggi mancano sia mezzali in grado di coprire ampie porzioni di campo (forse solo Rabiot è adatto), sia un play davanti alla difesa in grado di dettare i tempi e fare da schermo davanti alla difesa. In attesa di sapere del futuro di Arthur (calciatore difficilmente inseribile nel calcio di Allegri come regista, in quanto fragile difensivamente e limitato nel gioco lungo), i nomi che circolano come vertice basso sono esenzialmente due: Miralem Pjanic (reduce da una stagione disastrosa a Barcellona) e Manuel Locatelli.

Sotto la guida di De Zerbi, l’ex Milan è probabilmente uno dei giocatori più migliorati degli ultimi anni di Serie A. Il suo percorso in neroverde è stato interessante. Se nella prima stagione era soprattutto una mezzala che agiva alle spalle della linea di pressione avversaria, oggi si è affermato come mediano a 2: sia in Nazionale, che con la maglia del Sassuolo. E’ diventato un calciatore pulitissimo nel fraseggio sul breve e nel resistere alla pressione avversaria: un giocatore in grado di dare tanta qualità alla manovra e di rendere la propria squadra dominante in fase di possesso. Non sparisce mai dalla partita, prendendosi sempre tante responsabilità e gestendo una valanga di palloni.

Inoltre, a differenza di altri vertici bassi più compassati, la sua esperienza da mezzala lo rende mobile e duttile. Lo si vede spesso in Nazionale, dove capita che Mancini cambi lo scaglionamento del centrocampo anche a gara in corso. Locatelli è sia il mediano che imbecca i propri compagni alle spalle del centrocampo avversario, sia il giocatore che – all’occorrenza – si sgancia in avanti per dare qualità nella trequarti avversaria. Insomma, abbina grande qualità tecnica a una costante mobilità.

Al contrario, Pjanic sembra un giocatore sul viale del tramonto, che non ha più l’intensità adatta per fare il play in una squadra come la Juventus. Il bosniaco pareva prendersi via via sempre meno responsabilità, al contrario di un Locatelli in netta ascesa: il giocatore del Sassuolo copre porzioni di campo più ampie, ha un altro cambio di passo e oggi è un calciatore che prova anche passaggi più difficili, con parecchie verticalizzazioni.

Certo, nel caso arrivasse a Torino, l’ex Milan dovrebbe abituarsi a fare da vertice basso nel centrocampo di Allegri, un compito non semplice. Le squadre del tecnico toscano hanno un possesso più orizzontale rispetto a quelle di De Zerbi: con le mezzali che scappano e in generare i compagni più lontani, si vedono meno fraseggi sul breve e più cambi di campo e passaggi lunghi sugli esterni. Inoltre, con gli interni che si buttano in avanti per attaccare l’area di rigore, il play spesso è isolato nelle ripartenze avversarie, qualcosa che succedeva con frequenza a Pjanic. Locatelli dovrebbe quindi acquisire letture difensive molto diverse rispetto a quelle viste a Sassuolo, proprio perché i principi sono diversi.

In ogni caso, oggi l’italiano sembra un profilo particolarmente adatto se l’intenzione è quella di ricostruire il centrocampo, a differenza di un Pjanic reduce da stagioni complicate e discontinue.