Ventura racconta: «Buffon, Chiellini e Barzagli vennero a parlarmi…»

© foto www.imagephotoagency.it

L’ex ct della Nazionale racconta un particolare retroscena della sua parentesi azzurra. Le parole di Gian Piero Ventura

È tornato nuovamente a parlare Gian Piero Ventura, intervistato da La Gazzetta dello Sport. L’ex ct ha rievocato la sua nefasta parentesi azzurra, tirando in ballo un episodio in particolare che ha visto coinvolti i bianconeri Buffon, Barzagli e Chiellini. Ecco le sue parole.

L’INCONTRO – «Altro episodio che testimonia la voglia di creare confusione. Buffon, Chiellini e Barzagli vennero da me a chiedermi se potevano parlare ai compagni più giovani per spiegare loro il peso della maglia azzurra. Ho detto sì, pensando fosse utile un confronto tra di loro, senza di me. Ma è passato per un ammutinamento. La traduzione è stata: Ventura è stato sfiduciato, comandano i senatori. Cosa più falsa non poteva esserci»

NESSUN AIUTO – «Io ho allenato, ma non sono mai stato il c.t. Perché quella è una figura istituzionale, che implica il rispetto e il sostegno di chi gira intorno a lui. E io non l’ho mai sentito davvero fino in fondo. Già prima della Spagna mandai un’email ai vertici della Federazione dicendo che mi sentivo solo, non più al centro di un progetto, senza sostegno. Non a caso i giornali in quei giorni titolarono: “Ventura, un c.t. solo…».

DIMISSIONI – «Perché non mi sono dimesso? Sentivo che nonostante tutto ce l’avremmo fatta. Di certo questa è una mia grandissima colpa. Dovevo dimettermi quando dopo essere stato scelto da Lippi, che doveva essere il d.t., mi ritrovai senza più Marcello accanto. Dovevo dimettermi dopo che era stato annunciato che sarei stato io il d.t. di tutte le Nazionali e invece quella carica fu affidata ad altri per motivi “elettorali”».

Articolo precedente
Brasile, ora Douglas Costa è una necessità: Tite pronto a lanciarlo titolare
Prossimo articolo
Milinkovic Savic mania: l’universo Juve è pazzo del serbo