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Calciomercato Juve

Virdis: «Dybala, Morata e Kean non bastano. Vlahovic è già una stella» – ESCLUSIVA

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Virdis, ex attaccante della Juventus, in esclusiva a Juventusnews24.com: dall’attacco bianconero all’obiettivo Vlahovic

Juventusnews24.com ha intervistato in esclusiva Pietro Paolo Virdis, ex attaccante della Juventus e, tra le altre, di Cagliari, Udinese e Milan, vincitore di due scudetti con i bianconeri e della Coppa dei Campioni con la squadra rossonera. Dalla Juve di Allegri a Dybala e Vlahovic: ecco le sue dichiarazioni in esclusiva.

Riuscirà la Juve a centrare la prossima Champions? Per lo Scudetto invece l’Inter è irraggiungibile?
«Senza dubbio l’Inter di Inzaghi è al momento la squadra favorita per lo Scudetto. Ha cambiato poco e gestisce bene la rosa. In più sta avendo pochi infortuni rispetto alle altre rivali, che è fondamentale nel corso della stagione. La Juventus di Allegri è in crescita e dopo gli ultimi risultati ha possibilità di aggancio alla zona Champions League».

Bastano Dybala, Morata e Kean per sostituire Ronaldo? Molti si interrogano sul rinnovo di Dybala: merita tale investitura?
«No, solo Dybala, Morata e Kean non bastano per colmare il vuoto di gol lasciato da un attaccante come Cristiano Ronaldo. Sul rinnovo di Dybala, sicuramente è un talento indiscusso, ma si tratta comunque di una decisione difficile da parte della società bianconera».

Vlahovic è già pronto per un top club ed eventualmente per diventare la nuova stella della Juve?
«Vlahovic è un grandissimo talento che sta dimostrando gran voglia di crescere e migliorarsi ed ambizione, nonostante le vicende con la Fiorentina. Ritengo che sia già una stella».

Infine sul “suo” Milan: dopo i casi Donnarumma e Calhanoglu, dovrebbero accontentare Kessié?
«In questo momento particolare per tutti bisogna avere tanti soldi per accontentare giocatori di questo calibro. Se non li hai deve essere la società ad accontentarsi virando su altre piste».

Si ringrazia Pietro Paolo Virdis per la gentile e cortese disponibilità dimostrata durante questa intervista