Zazzaroni: «Difficoltà insuperabili per Spalletti. Questa Juve è costruita con giocatori che erano stati scaricati»
Hanno Detto

Zazzaroni: «Difficoltà insuperabili per Spalletti. Questa Juve è costruita con giocatori che erano stati scaricati»

Il commento di Zazzaroni: «Difficoltà insuperabili per Spalletti. Questa Juve è costruita con giocatori che erano stati scaricati»

Sulle colonne del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni analizza con la consueta schiettezza il momento critico della Juventus all’indomani del pareggio per 2-2 contro il Rennes. Nel mirino dell’editorialista finiscono la costruzione della rosa, la gestione mediatica e la reale tenuta della panchina di Luciano Spalletti:

«Giovanni Carnevali non frequenta i social. L’ho capito da una frase che ha pronunciato prima della partita col Rennes:«La panchina della Juve scotta», affermazione che in un mondo normale si presterebbe a due interpretazioni. La prima:Spalletti è a rischio; la seconda, più carnascialesca: «Una panchina come quella della Juve scotta sempre se mancano i risultati». Per i social vale solo la prima, da like. Scotterà anche, ma Spalletti è meglio di questa Juve costruita con pochi giocatori di livello al punto che il tecnico s’è visto costretto a riciclare Douglas Luiz (12 orizzontale), Koopmeiners (l’involuzione della specie) e Nico Gonzalez, tre scaricati. Lucio è un allenatore che insegna calcio e trova soluzioni: temo tuttavia che questo cubo di Rubik bianco e nero presenti delle difficoltà insuperabili, specie quando mancano Yildiz,insostituibile, e Locatelli che non è più un centrocampista di garanzia, ma un solido muro davanti alla difesa («lui ci arriva sempre col gambone», cit. M. A.). Spalletti is better, insomma, ma non come comunicatore: sembra sempre che tenti di tenere insieme ogni sfera dell’esistenza con un equilibrio che definirei miracoloso se non fosse frutto di inutili ricerche linguistiche. Prima della partita ho notato una sospetta disponibilità verso il prossimo (Marocchi): mi ha confermato quanto tenga alla panchina che scotta».

Un quadro spietato che individua nei limiti strutturali dell’organico e nelle pesanti assenze per infortunio il vero ostacolo per la rinascita bianconera, al di là delle acrobazie dialettiche di un tecnico comunque chiamato a blindare il proprio futuro.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×