
Alajbegovic sta facendo molta fatica a trovare spazio in questa Juve e la gestione di Spalletti ad oggi lascia diversi dubbi
Il talento puro richiede fiducia incondizionata, continuità di impiego e la serenità necessaria per poter sbagliare e crescere. Alajbegovic si trova attualmente al centro di un vero e proprio paradosso tattico, diviso tra le grandi aspettative sul suo potenziale e una gestione da parte dello staff tecnico che appare sin troppo severa, quasi punitiva.
In una manovra offensiva spesso monocorde e priva di idee brillanti, il giovane fantasista rappresenta una delle poche note liete capaci di spaccare le partite. È uno dei pochi che potrebbe accendere la luce in questa Juve grazie alla sua inventiva, al cambio di passo fulmineo e alla qualità tecnica superiore alla media. Eppure, paradossalmente, la sua gara si conclude quasi sempre troppo presto: è anche il primo a essere bocciato all’intervallo, una scelta drastica che finisce per spezzare il ritmo del ragazzo e svuotarlo delle sue certezze mentali.
Questo trattamento non rappresenta una novità estemporanea, ma fa parte di un copione ormai tristemente collaudato. Dalla partita con la Lazio, dove è uscito al 45′, la parabola discendente nel minutaggio è diventata evidente: subentrato al 90’ con Rennes e Lecce, pochi secondi di pura formalità che ne mortificano le ambizioni e non offrono alcuna opportunità di incidere realmente sul rettangolo verde. La gestione di Spalletti si è vista nell’ultima uscita, quando contro il Genoa l’uscita a fine primo tempo ha confermato un ostracismo che comincia a sollevare più di un legittimo dubbio tra i tifosi.
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A dispetto di un minutaggio ridotto all’osso e della poca considerazione ricevuta, i dati registrati nella sfida di Marassi raccontano una storia differente, fatta di presenza attiva e concretezza offensiva. Nonostante le difficoltà generali, il bosniaco ha cercato la conclusione con insistenza, totalizzando tre tiri complessivi, di cui uno nello specchio della porta e un altro respinto dalla difesa avversaria, a testimonianza di una costante ricerca della via della rete, confermata anche da un indice di goal attesi pari a 0.04.
Inoltre, la sua pulizia nella manovra si evince chiaramente dai dodici passaggi precisi sui quattordici tentati, che valgono un’ottima percentuale di successo dell’ottantasei percento, abbinata a diciannove tocchi complessivi che certificano il suo costante coinvolgimento nella manovra corale.
Continuare su questa strada rischia seriamente di bruciare un patrimonio tecnico straordinario. Per valorizzare al meglio le doti di un prospetto così interessante, servirebbe una dose maggiore di pazienza e un supporto psicologico costante, permettendogli di sbagliare in campo senza il timore costante di una bocciatura immediata.