L’altra faccia della medaglia (inaspettata) di Pierre Kalulu
News

L’altra faccia della medaglia (inaspettata) di Pierre Kalulu

Kalulu in questa stagione sta faticando e non poco con la Juventus e i numeri non sorridono assolutamente al francese. I dettagli

Il calcio sa essere spietato e sa ribaltare le certezze nel giro di pochi mesi, trasformando un punto di forza assoluto in un caso spinoso da risolvere. Kalulu sta vivendo una fase di profonda involuzione, ben lontana dagli standard di eccellenza a cui aveva abituato i tifosi e l’ambiente della Juventus.

La parabola del difensore francese appare ancor più difficile da decifrare se si pensa al recente passato. Dopo la stagione scorsa in cui è stato uno dei migliori e il più utilizzato, autentico pilastro della retroguardia per affidabilità e duttilità tattica, ha avuto un avvio totalmente negativo quest’anno, caratterizzato da incertezze clamorose e da una fragilità mentale che preoccupa lo staff tecnico.

La prestazione contro il Genoa ha rappresentato il punto più basso di questo inizio di stagione, segnato da 4 sliding doors del primo tempo, che condannano la Juve a una sconfitta pesante e figlia di errori individuali.

La serata storta si manifesta subito su entrambi i fronti del campo. Il francese era fuori posizione sul cross di Baldanzi che trova il guizzo di Ehizibue sul secondo palo, una disattenzione grave che rompe gli equilibri della linea difensiva. Poco dopo arriva l’errore che porta al bis proprio di Baldanzi, un buco clamoroso in marcatura che spiana la strada alla squadra di De Rossi.

I guai, tuttavia, non si limitano alla fase difensiva. Anche quando spinge, la lucidità svanisce: cestina un contropiede invitante sbagliando un passaggio e sprecando una ripartenza che avrebbe potuto riaprire la contesa, e successivamente si divora il possibile 1-2 aprendo un piattone che termina larghissimo, graziando il portiere avversario da ottima posizione.

Le statistiche della partita restituiscono un quadro complesso e contraddittorio. Da un lato spiccano i 77 tocchi e i 43 passaggi precisi su 56 (77%), uniti a 2 passaggi chiave e 5 cross (di cui 1 preciso), numeri che dimostrano il suo costante coinvolgimento nella manovra offensiva e di costruzione.

Dall’altro, però, emergono i dati impietosi della fragilità: ben 19 palloni persi e 1 solo dribbling tentato e non riuscito. In fase difensiva compie 9 contributi difensivi, con 3 contrasti (2 vinti), 1 intercetto, 5 chiusure difensive e 3 recuperi, accompagnati da 1 solo tocco fallito.

La mole di lavoro prodotta non cancella la gravità degli errori commessi. Per uscire da questa crisi e riconquistare la piena fiducia della Juventus, servirà un immediato esame di coscienza e un ritorno alla semplicità nei fondamentali.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×