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Allegri l’infallibile: la sua storia in bianconero ai gironi di Champions

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Allegri insegue l’ennesimo passaggio del girone di Champions in carriera. Vincere in Russia può dare una grande mano

Archiviato il campionato, la Juve si rituffa in Champions League, dove questa sera sarà ospite in casa dello Zenit. Bianconeri a punteggio pieno, dopo i successi contro il Malmo e, soprattutto, contro i campioni in carica del Chelsea e con la possibilità di portare un piede agli ottavi vincendo anche nell’insidiosa trasferta russa. Un passaggio del turno che, per Massimiliano Allegri, sarebbe il sesto consecutivo sulla panchina bianconera e il decimo in carriera. Il tecnico livornese ha infatti centrato questo traguardo anche per quattro volte sulla panchina del Milan, secondo allenatore italiano di sempre dietro al solo Carlo Ancelotti, per ora fermo a 13. Nel primo ciclo all’ombra della Mole, l’avventura europea di Max ha regalato diverse grandi serate al popolo bianconero, a partire dalla sfida dello Stadium proprio con il Malmo del settembre 2014. Una partita in cui, per ammissione dello stesso mister, i giocatori erano “bianchi come il pallone per la paura”. Quel girone, Tevez e compagni lo passarono da secondi dietro l’Atletico Madrid solo all’ultima giornata, rischiando anche la beffa ad opera dei greci dell’Olympiakos, che in casa, anche grazie alle parate miracolose del portiere Roberto, vinsero lo scontro diretto. Cavalcata europea che poi si concluse con la sfortunata finale di Berlino, persa di fronte al Barcellona della MSN.

La cavalcata fino a Cardiff e l’eliminazione con il giovane Ajax

Secondo posto confermato anche l’anno dopo alle spalle del Manchester City, battuto sia a domicilio che a Torino, a causa del gol dell’ex Llorente nell’ultima partita con il Siviglia. Un inizio di stagione, quello del 2015/16, che ricorda quello attuale, con la Juve altalenante in campionato ma più compatta in Europa, capace di ottenere due successi nei primi due incontri proprio con i citizens e il Siviglia. L’eliminazione, in quel caso, arrivò agli ottavi contro la corazzata Bayern Monaco, dopo l’illusorio doppio vantaggio in Baviera ad opera di Pogba e Cuadrado. Prima piazza, invece, nel 2016/17, nella campagna europea che portò all’altra finale per da Allegri in quel di Cardiff contro il Real di Zidane. Una prima posizione guadagnata senza sconfitte davanti nuovamente al Siviglia, in un gruppo comprendente Lione e Dinamo Zagabria. Real decisivo per l’eliminazione juventina anche nel 2017/18 ai quarti, con la rovesciata di Ronaldo allo Stadium e il rigore dello stesso Cr7 a recupero inoltrato al ritorno, dopo lo 0-3 bianconero che aveva equilibrato la situazione. Il girone, in quell’annata, lo si passò per la terza volta da secondi alle spalle del Barcellona, a 3 punti di distacco. L’ultima esperienza in Champions per Allegri, prima di questa, è quella del 2018/19, la prima con Cristiano Ronaldo in squadra. Primo posto nel girone davanti al Manchester United, che fuori casa si impose con il risultato di 2-1 in una partita dominata dai campioni d’Italia e che, per ammissione degli stessi protagonisti bianconeri, fu il punto in cui iniziò la rottura tra ambiente e tecnico. Rottura poi definitiva dopo l’uscita ai quarti per mano dei ragazzini terribili dell’Ajax, con gol del futuro bianconero De Ligt nel ko interno al ritorno, dopo che agli ottavi uno strepitoso Cr7 con una tripletta aveva ribaltato l’Atletico Madrid. Per Max, ora, l’occasione di rifarsi e, magari, di riportare in bacheca quella coppa che manca dall’ormai lontano 1996.