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Bargiggia: «Juve, stagione fallimentare. Il calcio di Allegri non basta» – ESCLUSIVA

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Bargiggia in esclusiva a Juventusnews24.com: il commento dopo l’eliminazione in Champions League da parte dei bianconeri

Paolo Bargiggia, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Juventusnews24.com per commentare l’eliminazione della Juve dagli ottavi di finale di Champions League.

Le sue parole all’indomani del clamoroso tonfo casalingo col Villarreal.

Disfatta Juve in Champions League: si aspettava un crollo del genere?
«Non mi aspettavo un crollo di queste proporzioni però sospettavo che la gara della Juve e il passaggio del turno non fosse facile. Per due ragioni sostanzialmente: primo perché da sempre, e credo di essere coerente in questo, sono molto critico col calcio di Allegri. È un calcio involuto, provinciale, difensivo e che non fa migliorare i giocatori, anzi li peggiora. È anche il caso di Vlahovic e della fatica che a volte fa a giocare certe partite. Il calcio di Allegri ha dato l’illusione in Italia, dove puoi fare 15 risultati utili consecutivi, ma giocando comunque male. In Europa c’è da aspettarsi le difficoltà, che sono poi in generale del calcio italiano. Allegri non ha mai fatto un calcio offensivo e da quando è tornato sulla panchina della Juve è peggiorato ulteriormente, convinto delle sue idee calcistiche, che negli ultimi anni quando è stato fuori hanno corso alla velocità della luce. Lui è rimasto ancora più anacronistico come tipo di calcio praticato».

Decisivi i cambi di Emery. Quelli di Allegri sono stati troppo tardivi?
«È indubbio che i cambi di Emery abbiano fatto la differenza perché hanno cambiato il risultato. Allegri probabilmente o sperava in un golletto negli ultimi minuti, come è nella sua filosofia, o addirittura ipotizzava di giocarsela ai supplementari. Quando vedi che nella ripresa non fai un tiro in porta, giochi in casa, sei la Juve e devi vincere fai i cambi prima. Anche se poi, di fatto, con quel tipo di calcio fai sempre fatica».

Allegri non vuole sentir parlare di fallimento: la sua Juve è in linea con gli obiettivi? Che voto dà alla stagione?
«La stagione non è ancora finita ma sicuramente è una stagione fallimentare. Perché gli obiettivi della Juve, soprattutto per un club così importante che col suo presidente continua a parlare di Superlega, devono essere obiettivi europei. E la Juve ancora una volta non è entrata tra le otto migliori d’Europa. Invece di richiamare Allegri con un lungo contratto a quelle cifre di ingaggio secondo me avrebbero potuto benissimo tenere Pirlo, dargli la possibilità di crescere e imparare. È una stagione fallimentare a prescindere da come finirà».

C’è il rischio di ricadute anche in Serie A? Dove immagina i bianconeri al termine del campionato?
«Immagino la Juve nelle prime quattro ovviamente, vorrei ben vedere. Parlare di ricadute non credo perché comunque la Juve si misura in un campionato piuttosto povero di valori, di coraggio e di progetti. Dove va bene anche speculare come fa Allegri con il suo calcio. Ma la considero fuori dai giochi per lo scudetto».

Dybala è stato inserito solo dopo l’1-0 e non ha avuto la possibilità di incidere. Diventerà la sua ultima apparizione in Champions con la Juve? Siamo al passo d’addio?
«Penso che sia più lontano dalla Juve che vicino. Anche questi continui tira e molla sul suo contratto, questi continui misteri, non sono da società organizzata come la Juventus che si sta tirando dietro cinque rinnovi. È una società che ha perso lucidità, visione e ha perso progetto. Onestamente Dybala non lo terrei neanche per uno stipendio ridotto della meta. È un giocatore che ha fatto il suo tempo, l’hai ammortizzato a bilancio, è troppo fragile ed è un mezzo talentino ma non è un giocatore che ti sposta gli equilibri».

Come giudica la partita di Vlahovic?
«Secondo me Vlahovic non ha scelto la squadra migliore, il momento e l’allenatore migliore per lasciare la Fiorentina e andare a progredire. Lui è un talento pazzesco ma fa una fatica incredibile a giocare in una squadra che a volte lo mette nella condizione di essere uno contro due o contro tre. Eccetto Cuadrado, che fa un calcio offensivo d’istinto, la Juventus non ha uno spartito per giocare un calcio organizzato e offensivo che possa dare una mano a Vlahovic. Devo anche dire che la gara di Morata è stata deludente. In Italia fa il suo, ieri si è mangiato un gol e mezzo e ha dimostrato di essere uno che nelle partite che contano secondo me se la fa un po’ sotto».

Rudiger, Pogba, Gravenberch: stanno già circolando tanti nomi in ottica mercato. Cosa manca a questa Juve?
«I nomi dei giocatori possono essere mille. Secondo me a questa Juventus manca un progetto di calcio moderno, offensivo e la coerenza per mantenerlo. E manca un allenatore».

Quindi secondo lei la Juve farebbe bene a cambiare ancora a fine stagione? A Sarri e Pirlo è costata cara l’eliminazione agli ottavi.
«Io assolutamente a fine stagione, anche se è un sacrificio economico, saluterei Allegri e cercherei un allenatore di respiro internazionale che faccia un calcio moderno. O comunque che abbia un’identità di gioco ben precisa e la esprima in maniera netta».

Si ringrazia Paolo Bargiggia per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.