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Chiellini a Marchisio: «Villarreal, Vlahovic, De Ligt e Allegri: dico tutto»

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Chiellini è stato intervistato da Marchisio alla vigilia di Juve Villarreal: tutti i temi toccati dal capitano

Chiellini è stato intervistato da Marchisio a Prime Video.

Le dichiarazioni del capitano della Juve alla vigilia della partita col Villarreal.

JUVE VILLARREAL – «Domani sarà una partita difficile. Il Villarreal è una squadra che ha tecnica e soprattutto solida, organizzata e che si difende bene. Ce la giochiamo, 50 e 50».

VLAHOVIC – « Ha portato una ventata di entusiasmo a tutti. È un giocatore che sposta gli equilibri e ci dà tanto. Dopo Mandzukic ci mancava una punta di peso. Avevamo Higuaín che è un giocatore eccezionale, con caratteristiche diverse, ma negli ultimi anni non avevamo più una prima punta come Gonzalo ed era un adattamento continuo. Ora questa squadra ha un suo numero nove, anche se indossa il sette, che ha trascinato un po’ tutti. E poi ha 22 anni e una gran voglia di diventare il numero uno».

ALLEGRI – «Nei primi mesi secondo me si aspettava di trovare un gruppo più simile a quello che aveva lasciato, ma in realtà in questi due anni è cambiato tanto. Sono cambiati tanti giocatori, la squadra si è ringiovanita e colonne portanti che avevano fatto il loro ciclo, chiaramente io in primis, non avevano più quella costanza di presenza come prima. Gli equilibri interni erano cambiati, ma da novembre si è vista la sua Juve. Una Juve solida che ha una propria identità, con i propri difetti e i propri pregi».

DE LIGT – «De Ligt è cresciuto partita dopo partita. Le responsabilità gli piacciono e lo stimolano. La maturazione per un difensore arriva ad un’età più avanzata. Ora deve crescere tanto, ma è un giocatore di livello mondiale».

FUTURO – «Io sono già arrivato oltre quello che pensavo. Dopo questo ginocchio era una sfida riuscire a rientrare, però avevo questo Europeo che mi ballava in testa. Volevo arrivarci. Potevo finire l’anno scorso con la Nazionale, ma mi è venuta voglia di continuare. Ora ho il sogno del Mondiale che mi balla nella testa. Speriamo di raggiungerlo e di godercelo. Di base mi piacerebbe fare più il dirigente che l’allenatore, ma la vita è piena di sorprese. Lo capirò con il tempo».