Dybala incanta, Bonucci verticalizza costantemente: l’analisi tattica

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© foto www.imagephotoagency.it

La Juve centra un netto e meritato successo contro l’Udinese. Il tridente pesante, con un Dybala sontuoso, convince

L’analisi tattica di Juve-Udinese.

Dybala e il tridente pesante

L’introduzione del tridente pesante ha avuto motivazioni tattiche ben precise. Prima di tutto, l’Udinese è una delle formazioni più passive del campionato. Inoltre, con l’assenza di Pjanic e Cuadrado, era necessaria la presenza di tanta qualità in campo. Col pallone, la Juventus ha praticato un calcio entusiasmante nel tentativo di scardinare il 532 avversario. Si è vista la solita densità centrale tipica delle squadre di Sarri, con ripetuti triangoli e combinazioni sul breve. Il costante dominio del pallone ha consentito di schiacciare gli avversari. In generale, tutti e 3 gli attaccanti hanno risposto molto bene: da segnalare l’onnipresenza di Dybala in qualsiasi fase di gioco (anche nei ripiegamenti difensivi) e la grande associatività di Higuain, strepitoso nei movimenti a venire incontro. Ennesimo assist per il Pipita.

L’importanza di Bonucci

Molte occasioni del primo tempo sono arrivate dai piedi di Bonucci. Considerando che Bentancur (eccezionale la sua prova) era spesso schermato, spettava al difensore la responsabilità di far progredire la manovra. Grazie al costante movimento senza palla dei compagni davanti a sé (smarcamenti tipici del calcio di Sarri), l’ex Milan ha potuto verticalizzare con costanza, grazie a continue soluzioni di passaggio. Il primo gol nasce proprio da un grandissimo lancio di Bonucci per Dybala.

Il calo nella ripresa

L’intensità nel pressing dei 3 davanti è scemata nella ripresa, con l’Udinese che – dopo un primo tempo costantemente nella propria metà campo – ha avuto più spazi per attaccare in ripartenza. Lasagna ha ben aggredito la profondità, soprattutto nello spazio tra Bonucci e De Sciglio. Inoltre, con i 3 attaccanti che pressavano meno, le uscite delle mezzali creavano spesso troppi buchi tra le linee. Sarri è poi corso ai ripari togliendo Higuain e Dybala per Costa e Bernardeschi. La sfida per il futuro sarà comunque questa: capire se ciò che il tridente pesante dà in fase offensive può anche essere sostenibile in fase di non possesso.

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