Grazie Buffon, grazie numero #1

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Buffon #1 lascia la Juve dopo diciassette anni, ma non il mondo del calcio. Sabato l’abbraccio dei tifosi bianconeri e poi forse ancora un’esperienza – da protagonista – in Inghilterra

Il Gigi nazionale, ovvero Buffon #1, il ragazzone che noi tutti abbiamo conosciuto in questi ventidue anni di serie A, ha iniziato la sua carriera neppure maggiorenne scoprendo di giocare il suo primo Parma-Milan con un’incoscienza simile a quella mostrata con gli occhi lucidi, oggi, al fianco del suo secondo papà, il presidente Agnelli. Emozioni da gestire anche sabato pomerigggio festeggiando l’undicesimo tricolore nel tempio delle vittorie bianconere. Giornate indimenticabili che conserveranno al loro interno tutte le gioie e le amarezze del giocatore #1 per eccellenza.

Buffon lascia, ma senza svelare ancora quale sarà il suo futuro. Qualche indicazione però è stata data. In questi mesi si è confrontato parecchio con le persone a lui più vicine e proprio da una di queste, il presidente Agnelli, ha ricevuto una proposta per il dopo. Ma non l’unica. La Juventus vorrebbe tenerselo stretto per farlo maturare all’interno dello staff dirigenziale, ma il richiamo del campo sembra avere ancora il suo fascino e la priorità per ammortizzare l’uscita dal campo. A suo stesso dire, Buffon si sente ancora «un animale da competizione» e allora ecco che negli ultimi giorni gli sono state recapitate interessanti proposte.

Proposte non di seconda fascia e per non sentirsi mai un corpo estraneo all’essenza del progetto. Per questo non farà da “secondo” all’ottimo Szczesny, chiudendo anche ad un ritorno nostalgico tra i pali della Nazionale. E dopo, tra qualche anno al massimo, sarà ancora “Uno” dei nostri. Perchè i cerchi, per le grandi bandiere, si chiudono sempre!

E adesso anche la fascia da capitano passa ufficialmente sul braccio di King Kong Chiellini. La consegna avverrà nel corso dell’ultima tappa di questa gloriosa carriera culminata con la conquista di sette scudetti e di quattro coppe Italia consecutive. Quando tutto lo stadio si alzerà in piedi e gli riserverà la giusta ovazione.

E la storia potrà continuare. In una altro modo, ma sempre #finoallaprossimavittoria.

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