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Koulibaly nel mirino della Juve: tradimenti nella storia sulla Napoli-Torino

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Koulibaly nel mirino della Juve, nonostante il rapporto tra il difensore e il Napoli. In passato c’è chi non ha saputo rifiutare la Signora

«Lì non vado». Una frase che, secondo gli ultimi rumors, sarebbe stata pronunciata da Kalidou Koulibaly in merito all’interesse della Juve nei suoi confronti. I bianconeri sanno che, comunque, certe situazioni possono cambiare da un momento all’altro e anche il più pesante dei no può trasformarsi in un sì. La storia del calciomercato, infatti, è piena di affari sulla Napoli-Torino, che hanno portato diversi campioni a scrivere pagine della gloriosa storia di Madama.

I PRIMI AFFARI: ZOFF E ALTAFINI

Andando a ritroso nel tempo troviamo, ad esempio, Dino Zoff. Lo storico portiere di Juve e Nazionale, campione del mondo a 40 anni suonati in Spagna, arrivò all’ombra della Mole nel 1972, a 30 anni già compiuti. Smentendo chi lo dava già sul viale del tramonto, Dinomito in bianconero ha vinto tutto, ad eccezione della Coppa dei Campioni. Nella stessa sessione di mercato arrivò anche Josè Altafini, a fungere da centravanti di rincalzo per la squadra allora allenata da Cestmir Vycpalek. Un trasferimento preso molto male dalla tifoseria partenopea, specialmente quando nel 1975, con un suo gol, decise la sfida scudetto tra le due squadre, diventando per i suoi ex sostenitori “Core ‘ngrato”.

GLI ANNI ’90 E 2000: DA FERRARA E LIPPI A QUAGLIARELLA

Passeranno poi 22 anni per veder assistere ad un altro “tradimento”. A potenziare la difesa di Madama, nel 1994, arrivò Ciro Ferrara. Dopo una mezza carriera passata alle pendici del Vesuvio, dove si è formato risultando anche fondamentale per la conquista degli unici scudetti dei campani, il classe 1967 andò a rinforzare il pacchetto arretrato della prima Juve di Lippi (altro ex azzurro). Da lì in poi saranno 358 presenze e 20 gol, un palmares pieno di trofei nazionali e non e una sfortunata parentesi da allenatore nella stagione 2009/10, un anno prima dell’arrivo di Fabio Quagliarella. Estate 2010, Marotta è in cerca di un centravanti e fiuta il colpo, sfruttando le frizioni tra l’attaccante di Castellammare e la società. Nove gol prima della rottura del crociato, con l’annata della Signora che da lì in poi prenderà una piega non prevista, arrivando a chiudere al settimo posto fuori dalle coppe europee. Nelle tre stagioni successive con Conte, tra luci ed ombre, Fabio porterà comunque a casa tre scudetti e due supercoppe italiane.

GLI ULTIMI SI’: IL PIPITA E SARRI

Indimenticabile, però, è l’affare Higuain. Nella torrida sessione di mercato del 2016, che vede i bianconeri salutare Pogba, la società decide di non badare a spese e mettere a disposizione di Allegri un centravanti da 36 gol in un’annata di campionato. 90 milioni pari al valore della clausola rescissoria e un trasferimento mai digerito dalle parti del capoluogo campano. Dopo i primi gol da ex in quell’annata, senza esultare, il Pipita continuerà a punire i suoi ex compagni, regalando più di una soddisfazione al popolo juventino, in particolare in quel dicembre 2017. Trasferta al San Paolo, dove una rete del numero 9 stende la squadra di Sarri e regala tre punti che poi a fine anno risulteranno decisivi.

Sarri che poi, a sua volta, siederà sulla panchina della Juve, anche non compiendo direttamente il passaggio da Napoli al capoluogo sabaudo, con nel mezzo la parentesi al Chelsea. Una stagione conclusa con uno scudetto e la sensazione che il suo rinomato Sarrismo si sia visto solamente a tratti, anche per problemi legati al rapporto con lo spogliatoio. Affari simili quelli che hanno coinvolto anche Cannavaro (due scudetti dal 2004 al 2006, prima del ritorno nel 2009) e Daniel Fonseca, punta di scorta della fine del secolo scorso. E chissà che, a rileggere certi nomi, anche Koulibaly non cambi idea decidendo di sposare la causa della Juventus.