LAVAGNA TATTICA – La voglia di esaltare al meglio Cristiano Ronaldo

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La Juve cerca una prima punta anche per esaltare al meglio Cristiano Ronaldo. Dzeko sembra più adatto di Suarez

L’evoluzione in finalizzatore

In queste due stagioni, Cristiano Ronaldo non ha certo avuto problemi realizzativi, con medie gol altissime. Nella stagione 2018-2019 ha segnato 21 gol in campionato, mentre nella successiva è addirittura arrivato a 31. Per tacere di tutte le reti decisive segnate o in Supercoppa (un suo gol contro il Milan diede alla Juve il trofeo) o in partite fondamentali di Champions League. Realizzò 5 reti tra Atletico Madrid e Ajax, senza dimenticare le due al Lione di quest’anno (purtroppo rivelatesi inutili visto che i bianconeri sono usciti).

L’aspetto significativo è che, passando da Allegri a Sarri, i bianconeri hanno giocato in modo quasi opposto, con principi diversissimi. Nonostante ciò, il portoghese ha mantenuto un’elevata efficacia realizzativa. Segno di come sappia segnare in veramente tutti i modi possibili, a prescindere dalla filosofia di gioco della propria squadra. D’altronde, rispetto all’ala di Manchester e ai tempi del primo Madrid, il portoghese ha saputo lavorare bene sul suo “calo” fisico, trasformandosi nel miglior finalizzatore al mondo.

Cosa è cambiato da Allegri a Sarri

Con Allegri, tanti gol del portoghese sono arrivati tramite stacco aereo (basti pensare al match contro il Real Madrid). Ciò ha una motivazione semplice: quella Juve quasi rinunciava al palleggio per vie interne, non era allenata a verticalizzare centralmente e a rompere linee di pressione. Al contrario, giocava spesso orizzontale e allargava tanto il gioco in fascia non appena ne aveva l’occasione. Lo disse Pjanic: con Sarri bisognava cercare di trovare il filtrante tra le linee, con Allegri bisognava allargare il il campo. Si vedevano quindi tanti cambi di gioco, con la palla spesso alta. Non a caso, quella Juve utilizzava soprattutto il cross per rifinire, esasperando a volte questa soluzione.

Al contrario, con Sarri si voleva sfondare quasi unicamente con rapide combinazioni centrali di prima per trovare il varco vincente. La Juve era quindi interamente collassata in pochi metri, con i giocatori molto stretti tra di loro. Il contrario della formazione di Allegri, in cui le distanze erano più ampie e dilatate.

Un esempio qui, con tanti giocatori collassati in pochi metri.

Tuttavia, l’efficacia della circolazione non è stata sempre fluida come voleva Sarri. In troppe partite il possesso si è rivelato sterile, con la palla che girava lentamente. Inoltre, è mancata qualità negli smarcamenti: Dybala e Ronaldo sono una coppia che gode di tanta libertà tattica, che svaria molto e spesso lascia libero il centro dell’attacco. Sono quindi necessari mezzali e trequartisti che si buttino dentro, compensando così i loro movimenti. Tuttavia, si è sofferta l’assenza di questi tipi di profili.

Dzeko o Suarez per esaltarlo

La Juve sta cercando un attaccante per essenzialmente due motivi. Prima di tutto, considerando che Dybala non è un atleta in grado di fare 4000′ a stagione, serve una punta anche solo dal punto di vista numerico. Inoltre, una prima punta darebbe più soluzioni tattiche alla Juve e consentirebbe a Ronaldo di trovare un contesto più funzionale (visto che continuano a mancare mezzali in grado di inserirsi e buttarsi dentro).

Va detto che il bosniaco sembra in assoluto il profilo più adatto per esaltare le caratteristiche del portoghese. Dzeko ha qualità enormi spalle alla porta, si abbassa per cucire il gioco e consentire alla squadra di risalire. Ha numeri elevati in rifinitura (grande qualità tecnica nell’ultimo passaggio) e sa aprire in modo eccellente spazi per i compagni. Partendo da sinistra, il portoghese potrebbe ben attaccare i varchi liberati dal bosniaco.

E’ una costante delle partite della Roma l’immagine di Dzeko che viene servito dal basso, prevale fisicamente con il difensore e poi verticalizza.

Un esempio qui, con Zaniolo che aggredisce lo spazio liberato dal compagno, con Dzeko che lo lancia bene in profondità.

Insomma, la volontà generale è quella di creare il contesto migliore possibile per Cristiano Ronaldo. Dzeko oggi sembra l’uomo più compatibile con il portoghese.

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