
Malagò è intervenuto ai microfoni di SportMediaset promuovendo a pieni voti lo Juventus Stadium. Le parole del commissario della FIGC
Il tema degli impianti sportivi in Italia continua a tenere banco, soprattutto in vista dell’appuntamento internazionale del 2032. Giovanni Malagò, figura di spicco dello sport nazionale, ha voluto fare chiarezza sulla reale situazione delle infrastrutture che dovrebbero accogliere la rassegna continentale organizzata congiuntamente con la Turchia. Intervenuto ai microfoni di Sportmediaset, il commissario della FIGC ha analizzato lo stato dell’arte con la consueta franchezza.
La questione degli stadi rappresenta da sempre il vero tallone d’Achille del movimento calcistico italiano. A tal proposito, la posizione espressa dall’ex numero uno del Coni è apparsa netta e priva di margini interpretativi. Nel corso del suo intervento, ha evidenziato come la situazione sia estremamente disomogenea lungo la penisola, salvando di fatto una sola realtà territoriale.
Riferendosi all’impianto piemontese, ha dichiarato: «Mi sento di dire che lo Juventus Stadium è l’unico che garantisce sicuramente qualcosa di più rispetto a ogni altra progettualità. È un dato di fatto: Torino è l’unica città certa perché ha uno stadio assolutamente pronto e rispetta tutti i parametri. Gli altri hanno progetti e discorsi vari, Torino no». Parole che certificano il ritardo cronico accumulato dalle altre candidate.
ULTIMISSIME JUVE LIVE: TUTTE LE NOTIZIE
Ma il focus dell’intervista si è spostato rapidamente anche sulle dinamiche interne e sul futuro politico del governo del pallone. Rispondendo alle domande sul suo percorso e sul rinnovo delle cariche, Malagò ha espresso totale otturismo riguardo al proprio operato e al sostegno ricevuto dalla base e dai rappresentanti delle diverse categorie federali.
Soffermandosi sul futuro istituzionale, ha aggiunto: «Le nuove elezioni presidenziali della FIGC? Sicuramente penso di avere la conferma e la fiducia delle componenti: non so come si possa pensare che il calcio non fosse dalla mia parte». Una presa di posizione forte che ribadisce la centralità della sua leadership in un momento particolarmente delicato per la gestione delle riforme, tra modernizzazione degli impianti e stabilità politica.