Milena Bertolini: «Il Mondiale è un punto di partenza per il calcio femminile»

bertolini
© foto Wikimedia Commons

Milena Bertolini, Coach della Nazionale Femminile, ha rilasciato un’intervista parlando dell’impegno Mondiale che attende l’Italia

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Milena Bertolini ha tracciato le strada per delineare l’impegno Mondiale che attende la Nazionale Femminile. Di seguito riportate le parole del Coach dell’Italia.

SODDISFAZIONE MONDIALE – «Cinque-sei anni fa non avrei mai immaginato di essere qui a preparare un Mondiale. Certo, chi non vorrebbe vincerlo? E chi non vorrebbe qualificarsi per le Olimpiadi, ma soltanto le migliori tre europee ci andranno. Bisogna procedere per gradi. Il primo obiettivo è passare il turno».

LA CRESCITA DEL MOVIMENTO – «Il Mondiale è un punto di partenza per la promozione del calcio femminile in Italia, ma lo sviluppo del movimento non deve dipendere dai risultati della Nazionale. Il vero obiettivo deve essere quota centomila giocatrici, in tutta Italia. Siamo sulla buona strada, però non si può pensare di annullare in quattro anni un periodo buio di 15. Questa qualificazione è frutto di un lavoro di squadra, della Federcalcio che ci ha creduto, dei grandi club che hanno portato le risorse economiche che non c’erano, delle giocatrici, soprattutto, che negli ultimi anni hanno potuto fare esperienze internazionali e sono cresciute».

IL GIRONE – «Abbiamo Brasile, Australia e la Giamaica che è una squadra al debutto, ma molto fisica. Sappiamo quanto la fisicità incida in questo momento nel calcio femminile: all’estero ci sono giocatrici che si allenano 5-6 volte la settimana da quando avevano 13 anni, qui ci sono ragazze che hanno cominciato ad allenarsi come professioniste a 20-22. Non è un gap che si riduce facilmente».

LE MOTIVAZIONI – «Voglio un’Italia umile e spensierata, capace di apprendere ogni giorno, in cui tutte si aiutano, ma le ragazze lo fanno».