Morata l’uomo della Champions: lo spagnolo aveva fatto una promessa

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Morata l’uomo della Champions: lo spagnolo, decisivo all’esordio della Juve contro la Dinamo Kiev, aveva fatto una promessa

La copertina e la scena da protagonista se l’è prese Alvaro Morata. Nella serata di Kiev, contro la Dinamo, l’attaccante spagnolo ha inciso il suo marchio indelebile sull’incontro, con una doppietta decisiva che ha aperto la strada al cammino della Juventus in Champions League. Lui, che l’abito delle notti europee gli calza alla perfezione, ha abituato a stupire nei momenti decisivi della stagione. Già 3 gol, tra campionato e coppa, in 3 apparizioni in bianconero, sintomo di quanto sia importante il numero 9 per gli equilibri della squadra di Andrea Pirlo.

Morata-Juve: quella promessa mantenuta di Alvaro

La Champions League del 2014/2015, con tanto di finale persa con il Barcellona, non è stata digerita da Morata, che in quell’edizione prese per mano i bianconeri a suon di gol decisivi. E proprio ieri sera, ai microfoni di Sky Sport, Alvaro ha ricordato quei momenti: «Giocare in Champions è un’emozione molto bella. L’ultima che ho giocato con questa maglia è stata una cosa che ho ancora in mente. Abbiamo un’altra possibilità quest’anno e vogliamo arrivare fino in fondo. Era importante vincere oggi, perché gli avversari erano giovani e forti. Era fondamentale portare tre punti a casa».

Lui, che è sempre rimasto fedele alla sua Juventus anche negli anni lontano da Torino. Dopo una partita in Champions contro lo Sporting Lisbona, Morata da calciatore del Real Madrid fece questa promessa a Premium Sport: «Mi è dispiaciuto andare via dalla Juventus. I contatti con il Napoli? Ci sono stati con l’agente che lavora per me, ma non sarei mai andato là per orgoglio e per rispetto verso il club bianconero, la mia seconda casa. Auguro sempre il meglio alla Juve. Mi è dispiaciuto andare via ma è il calcio è così, è la mia seconda casa e voglio sempre che vinca, tranne contro il Real. Un giorno, chissà, le nostre strade torneranno a incrociarsi». Una dichiarazione d’amore prima, con tanto di negazione per qualsiasi altra pista italiana diversa dai bianconeri, seguita dal desiderio celato dietro le frasi di circostanza per il Real Madrid di tornare un giorno a Torino…

Juventus 2014/2015: i gol decisivi di Morata

La doppietta messa a segno contro la Dinamo Kiev è stata soltanto un remake di quelle che sono le sue notti decisive con la Juventus. Nel 2014/2015, al suo primo anno all’ombra della Mole, Morata si rese protagonista di tre colpi fondamentali in campionato: il 15 febbraio, nel 2-2 sul campo del Cesena, il 14 marzo al Barbera nell’1-0 contro il Palermo e il 16 maggio, quando un suo gol servì per violare le mura amiche dell’Inter a San Siro (2-1). Anche in Coppa Italia Alvaro mise a segno un gol fondamentale, in occasione dei quarti di finale contro il Parma: 1-0 al Tardini e bianconeri in semifinale.

Fu la Champions League, come detto, la vetrina in cui Morata si esaltò di più quell’anno. A partire dagli ottavi di finale, quando il 24 febbraio incise il suo nome nel 2-1 casalingo contro il Borussia Dortmund, segnando anche il ritorno nel 3-0 in terra tedesca. Poi il doppio schiaffo al suo passato, il Real Madrid: sia all’andata, il 5 maggio, sia al ritorno, il 13 maggio, Morata guidò la Juventus, segnando nel 2-1 a Torino e firmando il gol qualificazione per la finalissima al Bernabeu. Suo, infine, il gol ‘illusione’ in finale contro il Barcellona a Berlino…

Juventus 2015/2016: quando Alvaro Morata lasciò il segno decisivo mandzukic morata

L’anno successivo Morata risultò meno decisivo nell’economia dei gol pesanti, incidendo comunque il suo marchio in alcuni momenti cruciali della stagione. Partendo dalla Champions League, lo spagnolo violò l’Etihad Stadium del Manchester City il 15 settembre, quando il suo mancino a giro valse il 2-1 finale.

Anche in campionato il suo ruggito fu decisivo il 24 aprile allo stadio Franchi, con il suo 2-1 che servì a superare la Fiorentina e far laureare la Juventus ancora campionessa d’Italia. Il 21 maggio, infine, l’ultima cartolina prima del suo addio: all’Olimpico, Morata regalò la Coppa Italia alla Juventus, subentrando dalla panchina e griffando l’1-0 finale col Milan ai tempi supplementari.

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