Piazza San Carlo: nessuna speranza per Erika, la tifosa gravemente ferita

piazza san carlo torino giugno 2017
© foto Massimo Pinca

Erika, la tifosa juventina gravemente ferita negli incidenti di Piazza San Carlo davanti al maxi schermo per Juventus-Real Madrid è ridotta in condizioni disperate. Il bollettino parla di danni cerebrali irrecuperabili

Gli incidenti di Piazza San Carlo, che hanno causato oltre 1500 feriti, portano ancora duri strascichi. Erika Pioletti, la tifosa bianconera gravemente ferita dalla calca in piazza San Carlo si ritrova in condizioni disperate. L’aggiornamento sulle sue condizioni non lascia presagire nulla di positivo. Il falso allarme bomba che ha scatenato il panico durante la finale di Champions Juventus-Real Madrid ha ridotto la donna, 38 enne di Domodossola, in fin di vita.

É un giorno triste per la Juve e per tutto il mondo del calcio. Si sperava che il peggio fosse passato con la guarigione del piccolo Kelvin (che aveva rimediato una schiacciamento toracico) ed era stato raggiunto telefonicamente nei giorni scorsi proprio dal proprio idolo Paulo Dybala. Non è stato però così perchè i danni cerebrali di Erika, apparsa fin da subito come il caso più grave fra i tre in codice rosso, sono purtroppo molto critici.

La donna di 38 anni, arrivata da Domodossola per una serata di festa in compagnia del fidanzato, si è ritrovata vittima di una serata di pura follia e terrore. La folla in panico l’ha trascinata contro il muro, dove ha sbattuto la testa ed il suo cuore ha smesso di battere per diversi minuti. Quanto basta per procurargli seri danni neurologici che hanno portato i medici a confermare fino ad oggi lo stato di coma indotto. Il referto clinico parla di «arresto cardiaco da compressione della cassa toracica».

«Gli esami effettuati – si apprende dal comunicato ufficiale – hanno accertato un gravissimo danno cerebrale a prognosi pessima. Pertanto purtroppo ci si aspetta il decesso della paziente in un brevissimo periodo temporale, al momento non quantificabile». La sindaca di Torino Chiara Appendino, che in tutti questi giorni è sempre rimasta in contatto con i famigliari della donna, si è già recata in ospedale per ribadire loro la vicinanza della Città.

La Sindaca di Torino ha intanto sospeso la vendita di bevande alcoliche da asporto a partire dalle 20 in tutte le zone della movida del capoluogo piemontese. Il provvedimento, si legge nel documento redatto da Palazzo Accursio, sede del municipio, rimarrà in vigore fino al 30 settembre prossimo. Con questa restrizione la città di Torino cerca di evitare il ripetersi del grave incidente del 3 giugno in piazza San Carlo.

Il 13 giugno invece si è riunita per la prima volta la commissione speciale d’inchiesta comunale su quanto accaduto in piazza San Carlo. I lavori proseguiranno con tre incontri programmati ogni settimana, in cui verranno ascoltate tutte le persone che all’interno del Comune hanno avuto un ruolo nella vicenda, a partire dalla sindaca Chiara Appendino, che potrebbe essere proprio la prima ad essere sentita. «Scopo della commissione è ricostruire tutto l’iter a partire dalla decisione di organizzare l’evento in piazza. Noi non vogliamo processare nessuno: non dobbiamo accertare responsabilità penali o civili, ma quelle amministrative e tecniche con l’obiettivo di assicurare ai torinesi, nel caso si dimostrassero omissioni o sottovalutazioni nell’organizzazione dell’evento, che quegli errori non si verifichino più», ha dichiarato il presidente della commissione, Enzo Lavolta. Il lavoro della commissione d’inchiesta dovrebbe concludersi il 7 luglio.

Sulla questione è intervenuto oggi il prefetto di Torino, Renato Saccone: «Sarà compito di sindaci e prefetti far rispettare la circolare inviata dal capo della Polizia Franco Gabrielli, sull’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza. Il momento non va però caricato di irragionevolezza e per l’accaduto non c’è un solo responsabile». 

Intanto, come riporta il quotidiano La Stampa, si cerca ancora di far luce sulla causa scatenante dell’ondata di panico. Secondo la documentazione raccolta dal pm Antonio Rinaudo e dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, che coordinano le indagini per lesioni plurime colpose, si ipotizza un boato sotto piazza San Carlo alle ore 22.15. La terra avrebbe tremato a causa di un malfunzionamento all’impianto di aerazione del parcheggio sotterraneo: i motori del sistema di ventilazione sarebbero andati in blocco e al loro riavvio si sarebbe avvertito uno scoppio che avrebbe fatto scattare l’allarme-attentato.

Articolo precedente
szczesnyJuve, Szczesny è davvero la soluzione giusta per la porta?
Prossimo articolo
leminaLemina per sbloccare N’Zonzi, primi contatti tra gli entourage