Rosario Ligato : «Il 4-2-3-1 della Juve è ormai rodato»

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© foto per gentile concessione di Rosario Ligato

Disamina tecnica di Sampdoria-Juventus a cura di Rosario Ligato, tecnico campione regionale alla guida degli Allievi 2000 del Chieri

Allegri-Giampaolo, due strateghi a confronto. Cominciamo dalle disposizioni tattiche delle due squadre. «Premettiamo che contro la Samp, Max Allegri ripropone il collaudato 4-2-3-1: a riposo Bonucci (diffidato), Lichtsteiner, Alex Sandro e Chiellini (ancora acciaccato), per lasciare spazio a Dani Alves, ancora titolare, Rugani, Barzagli e Asamoah. In mezzo al campo Khedira e Pjanic si dividono i compiti, il primo va ad attaccare sistematicamente la porta grazie ai suoi tempi d’inserimento, soprattutto quando i bianconeri arrivano al cross, il secondo si abbassa per far partire l’azione. Cuadrado, Dybala e Mandzukic danno supporto a Higuain. Il gol della Juve nasce da un movimento ormai sincronizzato del nuovo modulo work and progress di Allegri: Mandzukic riparte sulla sinistra, serve l’accorrente Asamoah in sovrapposizione, cross per il colpo di testa di Cuadrado che vale il vantaggio bianconero. Il modulo blucerchiato (4-3-1-2) lascia grande libertà ai terzini bianconeri, che entrano spesso e volentieri in possesso di palla permettendo sia a Manduzkic che a Cuadrado di accentrarsi e attaccare meglio la porta. Al 27′ Allegri manda in campo Pjaca per l’infortunato Dybala, con Mandzukic spostato al centro accanto ad Higuain in una sorta di 4-4-2. Nel secondo tempo la Juve soffre sul piano fisico e rischia più volte di subire la rete del pareggio.La Sampdoria entra in campo con maggiore aggressività, costringendo, di fatto, i bianconeri a giocare su 2 linee: complice il cambio offensivo (Schick per Fernandes), la pressione dei padroni di casa aumenta».

Cosa ti è balzato tatticamente agli occhi guardando la partita?

«Ho notato che la Juve riesce a ripartire poco: Pjaca non dà quella spinta in più sulla fascia sinistra, Dani Alves si spegne lentamente e Mandzukic ed Higuain sono poco puliti nelle loro giocate. Per dare più dinamismo, Allegri inserisce Lemina per Cuadrado e Lichtsteiner per Higuain, ma i suoi calciatori tendono costantemente ad abbassarsi ulteriormente anche per merito di una Sampdoria che sfrutta molto bene l’ampiezza del campo grazie all’apertura delle mezze ali che impensieriscono e non poco i terzini bianconeri. In fase offensiva la Samp sfruttava molto bene gli half spaces, i cosiddetti spazi di mezzo, dove erano molto bravi sia Muriel che Praet a ricevere tra le linee e involarsi verso la porta difesa da Buffon. Dati alla mano il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto: un possesso palla del 50 per cento da entrambe le parti, 20 tiri totali e 10 nello specchio di porta suddivisi in egual misura, ci dicono quanto equilibrata sia stata Sampdoria-Juventus. Meglio i bianconeri nel primo tempo, o almeno fin quando le gambe hanno retto. Con l’infortunio di Dybala si è spenta la luce della manovra della Juventus. Nel secondo tempo è venuta fuori la Sampdoria che ha sfruttato molto bene gli errori della Vecchia Signora: squadra lunga, marcature preventive errate, pressione assente. Non è bastata alla squadra di Giampaolo una grande ripresa per portare a casa un pareggio che ai punti avrebbe meritato. Rimane la gioia di una grande prestazione e la consapevolezza di una partita giocata alla pari con la squadra più forte d’Italia».

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