Sara Gama: «Il mio percorso scritto nelle stelle. Il Mondiale un sogno che si avvera»

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Sara Gama ha rilasciato un’intervista, parlando del Mondiale Femminile e rivelando alcuni retroscena della sua carriera calcistica

Ai microfoni della FIGC, Sara Gama ha parlato del Mondiale Femminile che vedrà l’Italia protagonista. Dichiarazioni importanti anche sul suo trascorso nel mondo del calcio. Di seguito riportate le parole del Capitano della Nazionale e della Juventus Women.

IL PERCORSO – «Essere una calciatrice è istinto. Ho iniziato a giocare a calcio praticamente da sempre, il primo ricordo è una palla leggera di Batman che portavo ovunque con me. Poi giocavo con gli amici per strada nel quartiere dove abitavo finché uno di questi a sette anni mi disse di andare a giocare con la sua squadra. E da allora è iniziato il mio cammino».

LE PERSONE CHIAVE – «Sono tante, la prima è stato mio nonno che mi scorazzava in giro per allenamenti e partite. Poi penso al primo allenatore, alla gente che mi dava un passaggio quando sono andata a giocare più lontano da casa. Sono davvero tante e non sto qui a citarle tutte. Cito mio nonno solo perché è stato il primo».

IL CALCIO – «Per me è vita, qualcosa che mi ha caratterizzato in tutti questi anni, ha intriso tutti i miei giorni ed è anche qualcosa a cui sono arrivata in maniera istintiva perché in casa mia nessuno era appassionato di questo sport. Probabilmente era scritto nelle stelle che dovessi fare questo percorso».

FLASH DI EMOZIONI – «Di momenti significativi ce ne sono tanti, l’ultimo per gioia oltre che la qualificazione ai Mondiali con la Nazionale è stato il primo scudetto con la Juventus perché è stato appunto il primo, storico per uno dei club più importanti in Italia. Ha avuto un sapore speciale riuscire a coronare quel sogno».

LA NAZIONALE – «La maglia azzurra è un grande onore e una responsabilità sopratutto oggi che siamo il faro di un movimento in grande crescita. Quando indossiamo la maglia azzurra, oltre a essere orgogliose e perseguire al massimo gli obiettivi, siamo consapevoli anche di questo aspetto che ci rende ancora più fiere e motivate a fare bene. Portogallo? Mi ricordo la serenità e la determinazione che si respirava prima della gara negli spogliatoi, poi siamo state brave a chiudere la gara subito e tutto si è consumato in fretta. L’attesa è il ricordo più bello di quella serata».

IL MONDIALE – «Per me è un sogno che si avvera, un obiettivo che ci siamo poste e che abbiamo raggiunto con fatica. È motivo d’orgoglio riportare l’Italia dopo 20 anni alla massima rassegna mondiale. Andiamo lì con entusiasmo e voglia di arrivare e giocarlo».