Torricelli: «La mia è stata una favola. Emozione più grande? La Champions»

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Torricelli
© foto www.imagephotoagency.it

Moreno Torricelli, ex terzino della Juve, compie 50 anni e si racconta: le parole sulla carriera e su presente

L’ex bianconero Moreno Torricelli, grande idolo della tifoseria e simbolo della storia della Juve, compie oggi 50 anni. L’ex terzino si è raccontato a Tuttosport.

50 ANNI «Se non fosse per le ginocchia potrei reggere ancora i 90 minuti, ai 50 ci arrivo in grande forma grazie alle lunghe passeggiate d’estate e alle ciaspole e agli sci con le pelli di foca d’inverno».

CARRIERA «Forse nel calcio di oggi non sarebbe più possibile ma in realtà anche 30 anni fa era una specie di miracolo di favola, come giustamente l’hanno definita tutti. Però le emozioni che ho provato sono talmente belle e forti che vorrei che qualcun altro le potesse provare, se lo merita naturalmente. Io non sono mai stato un grande giocatore ma ho visto premiati i miei sforzi e il mio lavoro per migliorare, questo regala una soddisfazione ancora più grande rispetto a chi ha grande talento e diventa un campione. L’emozione più grande? La Champions vinta a Roma».

CHAMPIONS «È stata una gioia immensa, sinceramente sembra incredibile festeggiare 50 anni essendo ancora uno degli ultimi ad aver alzato quel trofeo con la maglia della Juventus. Non me ne capacito e mi auguro che qualcuno prenda il mio posto, ne sarei felice, anche per nella Juventus di oggi ci sono tantissimi campioni che lo meritano».

TRAPATTONI «Ero in ritiro con la Juve di Trapattoni che mi aveva fortemente voluto ma ero ancora in prova. Da giovane curioso, ma timido, cercavo di capire se mi avrebbero confermato o meno e così scoprii che se mi chiamavano per le foto che servivano per il visto giapponese significava che ce l’avevo fatta. Curavo il fotografo della Juve Salvatore Giglio, ogni volta che si avvicinava a noi e un pomeriggio finalmente mi disse: ‘Moreno, vieni che ti devo fare le foto per il passaporto».

ROSA JUVE – «Non chiedetemi dei difensori che per me sono tutti bravissimi. Il mio preferito è Bernardeschi, allenavo gli esordienti della Fiorentina quando lo vidi e diedi il mio parere favorevole. L’ho incontrato di recente allo Stadium. Mi piace, ha lo spirito giusto, gli occhi non mentono. I momento difficili capitano in una carriera ed è il momento in cui si cresce, i tifosi lo sostengano».

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