BUFFON: «Ho ancora voglia di essere protagonista» – VIDEO

Gianluigi Buffon, portiere della Juve, ha parlato dopo la nomina di Goodwill Ambassador dello United Nations World Food Programme

(dal nostro inviato) – Gianluigi Buffon, portiere della Juve, è intervenuto in zona mista dopo la nomina di Goodwill Ambassador dello United Nations World Food Programme.

WFP – «Rappresenta una crescita umana, perché a gennaio farò 42 anni e quindi un pochino di maturità c’è stata. Com’è normale che sia, mi piace cimentarmi in nuove sfide. Questa è un’avventura nella quale l’altruismo gioca la parte più forte, quindi so che mi emozionerà e sono alla ricerca di questo».

PENSARE AL FUTURO«Sono molto concentrato e focalizzato sul campo, perché anche lì ho delle responsabilità. Pur non essendo più protagonista assoluto settimanalmente, il mio ruolo ugualmente richiede un’attenzione sempre totale. È un ruolo che mi gratifica perché non è sicuramente marginale».

STAGIONE – «Sta andando molto bene. Sono felice devo dire la verità, perché all’inizio nutrivo qualche dubbio sulla mia accettazione di questo nuovo ruolo, ma con molta tranquillità e parlandone anche a casa, l’unica cosa che poteva farmi accettare questa cosa in maniera serena era la Juve. Dopo questa riflessione ho accettato e ho avuto ragione: sono contento per l’armonia che sto vivendo nello spogliatoio e la stima che sento dai miei compagni. Posso riabbracciare i miei tifosi, i miei dirigenti, i ragazzi con i quali ho condiviso tantissimo. Questo era il senso della mia scelta».

INTER – «La definisco la rivale numero uno senza il minimo dubbio, perché conosco benissimo l’allenatore, conosco il suo modo di insegnare calcio e trasmettere convinzione e voglia di stupire. Conosco il Direttore e moltissimi loro giocatori».

SARRI – «Il mister è una persona che ha le idee molto chiare, perché ha un percorso da allenatore trentennale. In trent’anni di calcio, di battute d’arresto, di gioie e delusioni, uno che ha toccato la punta massima negli ultimi anni, approdando alla Juve ha un sacco di convinzioni che riesce a trasferire alla squadra. C’è la predisposizione del gruppo di apprendere qualcosa di diverso rispetto agli ultimi 10 anni: questo modo di giocare non l’avevamo mai conosciuto e ci piace. I grandi giocatori hanno sempre bisogno di stimoli».

NAZIONALE – «Lo ringrazio pubblicamente, perché si dimostra sempre attento nei miei confronti. È un qualcosa di non dovuto e che non cerco. Ma se dovesse accadere, accetterei con piacere nel momento in cui decidessi di smettere di giocare».