Nuovo allenatore Juve, Giampaolo: «Dovevo essere io al 99 per cento»

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Nuovo allenatore Juve, Giampaolo, che retroscena: «Dovevo essere io al 99 per cento». Il tecnico della Sampdoria parla di Sarri

Intervistato dal Corriere dello Sport Marco Giampaolo ha parlato della possibilità di vedere Maurizio Sarri sulla panchina della Juve ma ha svelato anche un retroscena relativo a un suo possibile approdo in bianconero nel 2009. Le sue parole.

SARRI ALLA JUVE – «Sarebbe il riconoscimento del valore del lavoro. Con Sarri in panchina la Juventus sottoscriverebbe una sorta di discontinuità con il passato: sinora ha vinto con una squadra organizzata individualmente, mentre con Sarri proverebbe a farlo con un’organizzazione collettiva e con i dogmi di Maurizio. Lui scompone le situazioni di gioco, sia la fase di possesso sia quella di non possesso; è simmetrico nel modo di pensare e ha un’idea di calcio che per essere portata a compimento ha bisogno di una didattica che deve essere recepita da tutti, altrimenti la proposta di lavoro non va come dovrebbe. E’ uno dei migliori d’Europa». 

VINCERE CON SARRI – Nel calcio si può vincere in più modi. Un club deve scegliere in base al momento che attraversa, ai calciatori che ha, a come vuole utilizzarli, ma anche in base alla sua cultura e alla sua storia. Alla Juve Sarri farebbe bene anche perché le partite non le vincono gli allenatori, ma i giocatori forti. Un tecnico mette un’idea di gioco, però in campo vanno i suoi uomini. La Juve ha vinto per manifesta superiorità grazie alla capacità di Allegri di gestire il gruppo, alla sua ironia e alla sua intelligenza. Non tut- ti sarebbero stati in grado di farlo 

RETROSCENA JUVE – «Mi chiamarono nel 2009 per una chiacchierata interlocutoria Secco e Castagnini, poi per un secondo colloquio a casa di Blanc. Uscii e loro mi dissero che al 99% sarei stato io l’allenatore. Mancava “solo” la ratifica del consiglio… Due giorni dopo la doccia fredda: fu scelto Ferrara e io ringraziai per l’opportunità». 

SAMP-JUVE – «Di finire bene. Per noi stessi e per il nostro pubblico. E’ una cosa da fare e stop. Non serve sottolinearla».