Allenatori Juve, da Conte a Pirlo: fenomenologia dell’esordio

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Andrea Pirlo non stecca alla prima sulla panchina della Juve, anzi vince e convince. Come sono andate le prime volte dei nuovi allenatori della Juve?

La Juventus inizia con il piede giusto la rincorsa al decimo Scudetto consecutivo, obiettivo dichiarato sin da subito dal nuovo condottiero bianconero, Andrea Pirlo. Niente di nuovo, alla Juve si parte sempre per vincere ma il sospetto che il “Maestro” (soprannome decennale dell’ex centrocampista ora tecnico) voglia farlo diversamente è più che fondato. La tesi di Pirlo presentata a Coverciano è un affresco sull’idea calcistica del tecnico della Juve, una visione privilegiata su come sarà, o dovrebbe essere, il gioco con lui in panchina. Il primo vero assaggio dell’ideale di Pirlo è stato assaporato ieri sera in un Allianz Stadium che timidamente accoglie i primi 1000 tifosi dopo la ripresa delle attività agonistiche. L’esordio del “Maestro” meritava una cornice, seppur minima, di pubblico.

Risultato? 3-0 per i bianconeri contro una Sampdoria mai pericolosa, gol di Kulusevski che sembra calcare i campi della Serie A da 15 anni e non da appena un anno. Dalle “nuove proposte” alla vecchia guardia, con il gol di Leonardo Bonucci. E ciliegina sulla torta messa da Cristiano Ronaldo che non si è fatto scappare l’occasione di firmare la prima della nuova stagione. Prima volta per CR7: mai era andato a segno alla prima di Serie A con la Juve anche se lo scorso anno gli venne annullata la rete (in fuorigioco, seppur millimetrico ma sempre fuorigioco) contro il Parma al Tardini per la Serie A 2019/2020. Sembra passato un decennio, invece è trascorso poco più di un anno. E la prima di Conte e di Allegri? Un rapido excursus per rivivere gli esordi sulla panchina della Juve degli allenatori dal 2011-2012 ad oggi.

11 settembre 2011, Juve-Parma 4-1: Pirlo illumina la Juve di Conte

La curiosità per la Juve di Conte era forse simile a quella che ha avvolto la prima in panchina di Pirlo. Il tecnico leccese, bandiera e capitano della Juventus, si affidò proprio all’attuale allenatore bianconero nel suo 4-2-4 che incantò l’allora Juventus Stadium contro il Parma dell’ex Giovinco. Al 16′ pennellata del “Maestro”, inserimento di Lichtsteiner e vantaggio bianconero. Nella ripresa Pepe su assist di Del Piero firma il 2-0 in diagonale. Quindici minuti dopo Vidal si presenta al calcio italiano con una sforbiciata dal limite che batte Mirante, preludio al duetto Pirlo-Marchisio che porta alla splendida rete volante dell’ex numero 8 bianconero sulla piuma del 21. Partecipa alla festa anche Giovinco, che batte Buffon dal dischetto. «E’ quello che ci aspettavamo, si sono viste tante belle cose ma non dobbiamo illudere nessuno. Siamo in fase di costruzione ma sono contento della nostra fase offensiva», dichiarerà a fine gara Antonio Conte sulla prestazione della Juventus che scese in campo con un modulo ultraoffensivo.

Juventus (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Marchisio, Pirlo; Pepe (31′ st Krasic), Del Piero (22′ st Vidal), Matri (12′ st Vucinic), Giaccherini. All. Conte

30 agosto 2014, Chievo-Juve 0-1: vittoria di Allegri all’esordio

Dopo un estate turbolenta complici l’addio rabbioso di Conte alla Juve in pieno ritiro e l’arrivo sulla panchina bianconera del “nemico” Massimiliano Allegri, i bianconeri scendo in campo al Bentegodi di Verona per la prima di Serie A contro il Chievo. Una Juve ancora dai forti connotati “contiani” nel modulo e nelle situazioni di gioco, ma con alcune novità da non trascurare. Manca Andrea Pirlo in mezzo al campo alle prese con un fastidio muscolare e Allegri schiera un 3-5-1-1 collaudato con Tevez e dietro di lui un giovanissimo Kinglsey Coman. Juve che passa in vantaggio grazie ad un autogol di Biraghi su colpo di testa di Caceres dopo il corner calciato da Tevez. Una Juve arrembante con tantissime occasioni (palo di Vidal e traversa di Tevez) che però deve affidarsi a Buffon miracoloso su Maxi Lopez. Una vittoria dal sapore antico che apre la prima stagione di Allegri alla Juve che si concluderà a Berlino, con la sconfitta in finale di Champions League contro il Barcellona.

Juventus (3-5-1-1): Buffon; Caceres, Bonucci, Ogbonna; Lichtsteiner; Pogba; Marchisio; Vidal (85′ Pereyra), Asamoah, Coman (68′ Llorente), Tevez. All. Allegri

14 settembe 2019, Fiorentina-Juve 0-0: la prima di Sarri è una prestazione opacasarri

Maurizio Sarri salta le prime due partite della Juventus in campionato a causa di una polmonite. Il tecnico toscano venne sostituito in panchina dal suo secondo, Giovanni Martusciello, con un percorso netto: 0-1 contro il Parma e gol di Chiellini e il pirotecnico 4-3 contro il Napoli allo Stadium, con l’autogol di Koulibaly. Sarri torna in panchina dopo la sosta per le nazionali, a Firenze contro i rivali viola. La Juventus, in completo bianco con calzoncini rossi, stecca alla prima con il nuovo tecnico in panchina non andando oltre al pareggio ad occhiali con una prestazione opaca al cospetto di una Fiorentina pericolosa, guidata da Franck Ribery. La gara verrà ricordata forse più per l’infortunio di Douglas Costa, ennesimo guaio muscolare per il brasiliano che era partito alla grande nella scorsa stagione. La svolta in panchina si vede, soprattutto nei nuovi principi di gioco. Idee che non basteranno all’ex Empoli, Napoli e Chelsea. Ma questa è storia recente.

Juventus (4-3-3): Szczesny, Danilo (61′ Cuadrado), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro, Khedira, Pjanic (44′ st Betancur), Matuidi, Douglas Costa (7′ Bernardeschi), Higuain, Ronaldo. All. Sarri

Bonus track – 18 agosto 2018, Chievo-Juve 2-3: Bernardeschi salva l’esordio di Ronaldo

La gara inaugurale della Serie A 2018/2019 non segna l’esordio di un nuovo allenatore della Juventus in panchina, ma è la prima di Cristiano Ronaldo nel calcio italiano, con tutto ciò che ha generato. Massimiliano Allegri abbandona la difesa a 3 e sposa la linea difensiva a 4. Debutto magro per CR7 che non andrà in rete alla sua prima in bianconero pur tentando più volte la via del gol. La Juventus vince a fatica sul Chievo Verona di D’Anna per 2-3, spuntandola nel finale grazie al guizzo di Federico Bernardeschi. Allegri schierò il 4-2-3-1 con Ronaldo centravanti, modulo che sarebbe presto scomparso dai radar bianconeri.

Juventus (4-2-3-1): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (84’ Emre Can), Pjanic; Cuadrado (56′ Bernardeschi), Dybala, Douglas Costa (64′ Mandzukic); Ronaldo.

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